L'attuale proprietario della vecchia "Cascina Buffetto" o "Cascina Büfet" acquistò l'azienda "La casa in collina" situata fuori San Damiano d'Asti da due fratelli, il cui padre Volpe Giovanni, detto "il nonno" comprò l'azienda. Il "nonno" della famiglia, che vive ancora oggi a San Damiano, si dimostrò coraggioso e lungimirante quando comprò il podere negli oscuri anni che seguirono la fine della prima guerra mondiale. L'acquisto avvenne nel 1919, quando il più grande dei sei figli Sebastiano era ancora prigioniero di guerra e il più piccolo, Tino, aveva solo quattro anni. Il "nonno" a sua volta aveva comprato l'azienda e 42 giornate (circa 17 ettari) dalla famiglia dell'Avvocato Felice Gherzi Paruzzo di Torino.
Dopo l'acquisto Volpe Giovanni, molto religioso, fece voto di costruire una piccola cappelleta non appena avesse finito di pagare i debiti contratti. Nel 1927 giunse il momento di mantenere fede al voto: fu costruita la cappelleta a sinistra della stradina, che prosegue verso Casa Buffetto. La cappelleta fu adornata con immagini sacre e con dei quadri del pittore Arri Paolo di Asti. Nei Santi raffigurati si ritrovavano i lineamenti dei volti dei figli della famiglia Volpe. Questi quadri purtroppo furono rubati il 30 aprile 1998, in una piovosa notte.
Il "nonno" Giovanni Volpe non fu solo un uomo coraggioso e religioso, ma anche un bravo imprenditore nella difficile epoca della crisi dell'economia mondiale. Così si dotò oltre che di un cavallo per tirare il carro, anche di due buoi, di otto mucche con qualche vitello, di sette pecore e tre capre. Un'altra fonte di reddito fu una bachicoltura, che tenne nella odierna Junior Suite, chiamata la stanza di "Stöckli".
I bachi venivano nutriti con il gelso che in quell'epoca era molto diffuso nel Piemonte. Oggi giorno la piccola pergola di gelsi nel cortile tiene vivo il ricordo. Ci fa molto piacere che dei sei figli del "nonno" ne abbiamo ancora conosciuti due personalmente, cioè Sebastiano e Guglielmo, come anche qualche nipote e pronipote. All'entrata dell'Agroturismo Vi accolierà una scultura in legno raffigurante una fanciulla con dei grappoli d'uva; a questa ragazza abbiamo asegnato il nome Rosina in ricordo della moglie di Guglielmo.
Era il 31 luglio del 1994 - esattamente 75 anni più tardi - quando il podere fu acquistato da noi, la famiglia Lütold-Nussbaumer, e fu ristrutturato alla odierna Locanda Casa Buffetto nell'avventuroso periodo di sei anni.
Praticamente tutto ricorda ancora oggi la vecchia azienda. La ricostruzione ha richiesto tanta energia, costanza, pazienza oltreché ad un cospicuo impegno economico per superare tanti ostacoli. Ma di questo non vogliamo parlare in quanto il lavoro è stato premiato sotto ogni aspetto. Oggi la residenza Casa Buffetto si lascia ammirare ed è diventata grazie al suo schietto e claustrale carattere un antico pezzo di lusso e un piccolo paradiso nel cuore del Piemonte.